Didattica Trading

Analisi tecnica, le principali figure grafiche

By 23 maggio, 2017 No Comments

Dopo aver analizzato i pattern più famosi ed interessanti relativi all’analisi tecnica con le candele giapponesi, andiamo ora a vedere le situazioni e le figure grafiche che ci possono dare segnali forex importanti per le nostre future decisioni riguardo gli ingressi a mercato.

Doppi e tripli massimi o minimi

Durante un trend ben definito sia al rialzo che al ribasso, assistiamo alla formazione di massimi e minimi successivi crescenti o decrescenti che ci testimoniano la precisa direzione intrapresa dagli operatori. Durante queste fasi di trend chiaramente delineato, assistiamo a delle brevi correzioni che sono le famose prese di profitto dei traders a mercato e che rappresentano ottimi ingressi per coloro che vogliono avere la possibilità di entrarci.
Avremo quindi, ad esempio, durante una fase rialzista, massimi crescenti e minimi crescenti con le correlazioni che non andranno ad intaccare i minimi precedenti.

E’ proprio nelle fasi di trend che si vanno a formare delle indicazioni grafiche che ci permettono di capire quando questo momento sia nella sua fase conclusiva, generando l’opportunità di un ingresso per l’inizio di una nuova fase.
Il doppio o triplo massimo e minimo è una di queste, ovvero quando il prezzo, ad esempio durante un trend rialzista, non riesce dopo la correzione a rompere il massimo creato precedentemente e va quindi a segnare una resistenza sulla quale si va a fermare tutto il movimento.
Successivamente quando il prezzo, rimbalzando, va a violare il minimo relativo creato in precedenza, abbiamo la possibilità di entrare a mercato per sfruttare un forte impulso ribassista che va ad invertire il trend in corso.

Il nostro target di riferimento, in questo caso sarà di norma, la distanza fra il massimo che ha fatto da resistenza ed il minimo intermedio che è stato violato dando via all’inversione mentre per avvalorare il nostro segnale possiamo utilizzare indicatori classici come le bande di Bollinger, di cui abbiamo già parlato nei precedenti articoli e qualsiasi altro oscillatore di nostro gradimento, sopratutto quelli sui volumi.

I canali di trend

Un’ altra interessante opportunità di operare, ci arriva dalla formazione sul grafico dei canali, che sono ottenuti tracciando le famose trendline che ci indicano il movimento del prezzo in un determinato momento che stiamo analizzando.

Le trendline uniscono, ad esempio, due o più minimi crescenti andando a segnalarci i punti di supporto al rialzo dello strumento che stiamo osservando oppure due o più massimi decrescenti, ottenendo una linea che in questo caso fa da resistenza.

In questo caso avremo dei canali dinamici formati dalle nostre trendline e che potranno essere rialzisti o ribassisti a seconda di come saranno i nostri massimi e minimi che andremo a collegare.

Ci sono poi i canali statici che sono quelli formati dal movimento del prezzo, in fasi piuttosto laterali del mercato, fra dei livelli molto importanti di supporto e resistenza all’interno dei quali si muove la quotazione per un periodo di tempo piuttosto prolungato.

E’ più facile individuare i canali nel momento in cui si sono già formati, ma una volta tracciati i livelli ed identificato il tipo di canale, che può essere più o meno esteso, avremo l’opportunità di operare dentro questa formazione grafica in due modi:

  • acquistando o vendendo sui rimbalzi all’interno del canale
  • operando sul breakout dello stesso, che è poi il momento in cui si possono generare i movimenti più forti ed interessanti.

Avremo quindi un tipo di trading di canale, più lineare e sicuro oppure l’attesa di un’opportunità per la generazione di un movimento molto più importante che fa uscire il prezzo da una fase piuttosto laterale di mercato.

Il testa e spalla

Una delle più interessanti figure di inversione è quella del testa e spalla che è anche una delle più efficaci e profittevoli.

Il testa e spalla può essere classico e si presenta durante un trend rialzista come figura d’inversione, oppure rovesciato, quindi appare alla possibile conclusione di un trend ribassista sempre con la stessa funzione.

Analizzando il testa e spalla ribassista, possiamo notare come questo si formi generando tre massimi consecutivi, di cui quello centrale più alto rispetto agli altri, che diventa appunto la testa, mentre il precedente ed il successivo, essendo più bassi, vengono definiti come spalle.

Abbiamo quindi un primo rialzo con correzione che costituisce la prima spalla, un successivo allungo che crea un nuovo massimo che è la testa e quindi un’altra correzione che porta poi alla formazione di nuovo massimo decrescente che ci completa la figura con la seconda spalla.

Le prime avvisaglie di testa e spalla, oltre all’aspetto grafico, le abbiamo con i volumi che saranno maggiori durante la formazione della prima spalla rispetto alla testa. La divergenza sui volumi è molto importante ed è quella che ci conferma questa figura dell’analisi tecnica.

L’ultima correzione di prezzo che decreta completo il testa e spalla, va a fermarsi sulla trendline che unisce i minimi relativi della figura e che viene chiamata “neckline”, cioè la linea del collo che diventa fondamentale per l’entrata a mercato.

Alla violazione infatti di questa linea, avremo un movimento molto importante che tuttavia viene quasi sempre accompagnato da un ritest della trendline rotta, in gergo pullback, che sarà poi l’occasione propizia per un ingresso a mercato molto interessante in prospettiva, con uno stop calcolato poco sopra la nostra neckline.

analisi candlestick

Il target possibile per la nostra operazione sarà pari alla distanza fra la testa ed il collo del testa e spalla e quasi sempre ci permette di portare a casa un discreto numero di pips.
In questa fase, un ruolo chiave sarà come sempre quello dei volumi, con una diminuzione degli stessi nel momento del pullback, che va a testimoniare una semplice presa di profitto e non una ripartenza verso l’alto ad annullare la figura ed un successivo aumento durante la discesa che come per ogni operazione vincente, dovrà appunto essere accompagnata da volumi crescenti.

All’interno della sezione didattica potete trovare l’articolo con i migliori indicatori sui volumi che vi abbiamo proposto. Per i successivi approfondimenti di altre importanti figure dell’analisi tecnica, l’appuntamento è invece al prossimo articolo con il consiglio anche di visitare la nostra sezione con i brokers migliori per mettere in pratica le strategie più interessanti che vi presentiamo ogni settimana.

Giampiero Micheli

Giampiero Micheli

Giampiero Micheli trader indipendente ed analista mercati finanziari, in particolare forex e materie prime AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

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