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Bitcoin e criptovalute in dichiarazione dei redditi anche per wallet modesti

By 11 ottobre, 2018 No Comments

Alla luce delle ultime interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello (non pubblico) vi è obbligo di monitoraggio ed indicazione nel quadro RW del modello Redditi 2018 per i detentori di Bitcoin ed in generale di criptovalute.

Bitcoin e criptovalute al Quadro RW

Questa nota fa chiarezza agli interrogativi degli operatori in merito agli obblighi dichiarativi di chi detiene valuta virtuale, pare evidente, dunque, che chi abbia detenuto tali “strumenti finanziari” nel 2017 debba indicarli in dichiarazione dei redditi (Redditi 2018) attraverso il quadro RW, al pari di ogni altra forma d’investimento detenuta all’estero.

Ai fini dell’IVAFE (Imposta sui valori finanziari detenuti all’estero), tuttavia, le criptovalute non sono soggette ad imposizione in quanto il tributo si applica solamente ai depositi e conti corrente bancari. A ciò segue, di converso, che non essendo assimilabili a tali tipologia di strumenti, le criptovalute non scontano la soglia limite di 15 mila Euro prevista per i depositi e conti correnti ai fini dell’indicazione in RW; ovvero l’obbligo dichiarativo sorge a prescindere dal valore del (o dei) wallet detenuti. Questo fa si che tanti piccoli risparmiatori che abbiano acquistato qualche Bitcoin, anche per pura curiosità, nel corso dell’anno 2017 si vedono soggetti all’obbligo di inserire in RW le criptovalute detenute, tuttavia solo ai fini del monitoraggio fiscale e, come abbiamo detto, senza applicazione dell’IVAFE.

Dichiarazione Si ma, non danno origine a redditi imponibili

Dal punto di vista reddituale, secondo l’AdE le cessioni a pronti di valuta virtuale, così come per le valute tradizionali, non danno origine a redditi imponibili mancando la finalità speculativa.

Tuttavia, le criptovalute possono generare un reddito diverso, ai sensi dell’art. 67 del TUIR, qualora la valuta ceduta derivi da prelievi da portafogli elettronici, c.d. wallet, per i quali la giacenza media superi il valore di euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo di imposta.

Sarebbe auspicabile un intervento da parte dell’AdE che inserisca, per le criptovalute, di una soglia limite al di sotto del quale il piccolo risparmiatore non si veda costretto alla presentazione del quadro RW.

Articolo a cura del

Dott. Commercialista in Milano Francesco D’Angelo

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