Investire Senza Segreti: Rispondiamo alle Domande su Bond, ETF e Dividendi!
Il mondo degli investimenti può sembrare complesso, ma con le giuste informazioni diventa molto più accessibile. È il momento di fare chiarezza su tre argomenti fondamentali: il ruolo delle obbligazioni nel portafoglio, il funzionamento delle quotazioni degli ETF e l’utilità dei dividendi.
1. A Cosa Serve Veramente la Parte Obbligazionaria del Portafoglio?
La domanda ci arriva da ALESSIA, che nota come i rendimenti degli ETF obbligazionari in euro siano stati negativi o appena positivi negli ultimi 5 anni. Effettivamente, gli ultimi anni non sono stati facili per i bond e gli ETF obbligazionari. In particolare, il 2022 è stato un anno “nero” sia per le azioni che per le obbligazioni a livello globale, con un calo anomalo e raro per i bond, che in un anno possono aver perso anche il 18,7%. Questo tonfo è stato causato da una serie di eventi negativi simultanei: la guerra in Ucraina che ha fatto schizzare i prezzi dell’energia, l’inflazione alle stelle e le banche centrali che hanno alzato i tassi di interesse in modo rapido e significativo. Quando i tassi di interesse salgono, il prezzo dei bond già emessi sul mercato secondario deve scendere per allinearsi ai nuovi tassi più elevati.
Nonostante queste difficoltà recenti, è fondamentale capire che la parte obbligazionaria del portafoglio ha uno scopo ben preciso: portare stabilità e mitigare la volatilità dei mercati azionari. Se le azioni sono soggette a forti oscillazioni, le obbligazioni servono a bilanciare, anche se eventi eccezionali come quelli del 2022 possono alterare questa dinamica.
Come si decide quanta parte del portafoglio dedicare alle obbligazioni?
Ci viene in aiuto il padre teorico degli ETF passivi, Barton Malkiel, che nel suo bestseller “A spasso per Wall Street” suggerisce di costruire il portafoglio in base a quanto “dormiamo bene la notte”. Se siete tranquilli anche con grandi oscillazioni di mercato, potete puntare a un investimento puramente azionario. Se invece anche un piccolo calo vi causa insonnia, aumentare la parte obbligazionaria è la scelta giusta per dare stabilità.
2. Come la Quotazione di un ETF Segue l’Indice Sottostante?
VINCENZO ci ha chiesto un chiarimento cruciale: se un ETF è quotato come un’azione e quindi soggetto a domanda e offerta, come fa il suo prezzo a rimanere fedele all’indice che replica, come l’MSCI World? Si aspetterebbe che se l’indice cresce del 5%, anche l’ETF faccia lo stesso.
Questo è un punto chiave del funzionamento degli ETF! Immaginiamo il mondo degli ETF come una partita a un gioco di ruolo, dove noi investitori siamo i giocatori e l’indice è il mondo in cui ci muoviamo. La figura che tiene insieme tutto il gioco è il “Game Master”, ovvero i Partecipanti Autorizzati (AP – Authorized Participants). Questi sono grandi banche e istituzioni finanziarie.
Quando un ETF nasce, l’AP acquista concretamente tutti i titoli che compongono il fondo (ad esempio, le azioni dell’MSCI World) e li consegna alla società che gestisce l’ETF (come BlackRock, Vanguard, Amundi). In cambio, l’AP riceve un grande blocco di quote dell’ETF, chiamato “Creation Unit”, che può poi vendere agli investitori sul mercato.
Il meccanismo fondamentale che assicura che il prezzo dell’ETF segua l’indice è l’arbitraggio. Se il prezzo dell’ETF sul mercato diventa troppo alto rispetto al valore reale dei titoli sottostanti, l’AP ha il potere di creare nuove quote dell’ETF. Questo aumenta l’offerta sul mercato e fa scendere il prezzo dell’ETF riportandolo in linea con l’indice. Viceversa, se il prezzo dell’ETF è troppo basso, l’AP può comprare quote dell’ETF sul mercato, ritirarle e riscattarle in cambio dei titoli sottostanti. Questo riduce l’offerta e fa risalire il prezzo dell’ETF.
Questo meccanismo automatico e invisibile garantisce che il prezzo dell’ETF rimanga molto vicino all’indice che replica, anche se le sue quote vengono scambiate liberamente in borsa.
Noi investitori, nella pratica, non ci accorgiamo di nulla, ma è proprio grazie a questi “Game Master” che possiamo investire in ETF sapendo che se l’indice cresce del 5%, anche il nostro ETF si muoverà in modo molto simile.
3. Qual è l’Utilità Reale dei Dividendi per l’Azionista?
FRANCESCO ci scrive chiedendo di capire l’utilità dei dividendi, facendo un esempio in cui un’azione che stacca un dividendo di €5 vede il suo valore scendere da €100 a €95, lasciando l’azionista apparentemente con gli stessi €100 totali (€95 di azione + €5 di dividendo), mentre un BTP con cedola del 5% su €100 porta a un totale di €105.
Il ragionamento di Silvio coglie un punto importante, ma c’è una differenza fondamentale da chiarire tra cedola (di un bond) e dividendo (di un’azione).
- Cedola di un BTP: Si calcola sempre sul valore nominale. Se investi €1000, ogni anno incassi una cedola fissa (es. €50, spesso divisa in due tranche), e alla scadenza il capitale viene rimborsato integralmente. È un prestito con interessi e restituzione del capitale.
- Dividendo di un’Azione: Le azioni sono strumenti dinamici il cui prezzo può salire o scendere. Quando un’azienda stacca un dividendo, la borsa solitamente sottrae dal valore di mercato dell’azione la quota di utili che è stata distribuita agli azionisti, perché quella liquidità non è più nel patrimonio dell’azienda. Quindi, l’esempio di FRANCESCO è corretto: un’azione da €100 che stacca €5 di dividendo scende a €95, e l’azionista ha €95 in azioni e €5 nel conto corrente, per un totale di €100.
Allora, dov’è il guadagno?
La differenza fondamentale sta nella prospettiva di crescita. Con un BTP, la cedola rimane fissa sul capitale nominale. Con le azioni, invece, l’investimento in un titolo che paga dividendi non si fa solo per incassare la cedola, ma perché si crede che l’azienda abbia fondamentali solidi e un potenziale di crescita nel tempo. Se l’azienda cresce, il valore del capitale investito (il prezzo dell’azione) può aumentare. Ad esempio, se l’anno dopo l’azione di Silvio cresce del 10% e vale €105,5 e paga di nuovo €5 di dividendo, lui si ritroverà con €100,5 in borsa (dopo lo stacco del dividendo) più i nuovi €5 nel conto corrente.
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