Recentemente avevano analizzato il trend del Bitcoin, la criptovaluta più famosa al mondo che in termini di prestazioni nel 2016 aveva fatto meglio dell’oro che era stato per un certo periodo di tempo, il top performer dell’annata appena trascorsa.

Avevamo visto come nel brevissimo periodo la correlazione fra questi due strumenti era diventata negativa ed abbiamo anche notato come la forza relativa fra loro era diversa, a a vantaggio del Bitcoin, cosa che ci permetteva una strategia di spread trading piuttosto remunerativa.

Esempio spread trading bitcoin vs oro

Abbiamo fatto un esempio di trading e lo abbiamo pubblicato anche sulla nostra pagina facebook We-Trading con un profitto di 252 euro tramite la piattaforma di Avatrade che permette di fare trading bitcoin sulla mt4 – Prova adesso gratis!

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Bitcoin sopra i 1000$

All’inizio di questo 2017 abbiamo avuto le seguenti novità, con la criptovaluta che è volata oltre i 1000$ arrivando sui massimi storici e non dando segno di cedimento, mentre l’oro si è leggermente ripreso, ovviamente con forza minore ma sta risalendo con costanza e regolarità, ripristinando una correlazione positiva fra i due che si era persa per qualche lasso temporale.

Se questo fatto ci permette di continuare ad investire con il sistema che abbiamo descritto nell’ultimo articolo sul Bitcoin, cerchiamo adesso di capire perchè anche nel 2017 questo strumento potrà essere protagonista e quale può essere un’altra correlazione importante.

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Occorre precisare che ci sono alcuni motivi legati all’utilizzo così in aumento del Bitcoin che sono piuttosto inspiegabili e che partono dalla nascita dello stesso fino al suo sistema di utilizzo legato alla tecnologia e fino alla diffusione di questo strumento nel mondo dei pagamenti, ma noi prendiamo ad esempio alcuni dati inconfutabili che ci potrebbe essere fonte di ispirazione.

Yuan e Bitcoin: ecco cosa c’è da sapere

Nell’ultimo periodo la Cina è diventata la principale fonte di crescita della criptovaluta bitcoin le cui sorti si sono molto legate alla valuta locale, lo yuan cinese.

Nonostante in Cina dal 2013 alle banche sia stato proibito di detenere criptovalute, i privati possono farne utilizzo e l’80% di chi ne fa uso appartiene proprio alla Repubblica popolare cinese che è un fattore molto importante di una crescita del suo valore del 125% nel corso dell’annata appena trascorsa.

Su 32 piattaforme internazionali che scambiano Bitcoin ben quattro usano lo yuan e sono OkCoin, Huobi, Btcc e IakeBtc mentre addirittura fra le vette del Tibet, la società cinese Haobtc ha aperto un centro di minig che è il sistema per estrarre Bitcoin approfittando dei bassi costi dell’elettricità necessaria per alimentare i pc.

In poche parole la correlazione negativa con lo yuan è dovuta al fatto che quando questo si svaluta, il Bitcoin prende valore perchè i cinesi possono evadere il controllo di capitali attraverso l’utilizzo della criptovaluta, altro fattore di cui avevamo parlato nel nostro precedente articolo ponendo l’esempio delle rupie in India e delle ultime decisioni del governo indiano per controbattere l’evasione fiscale.

C’è poi da dire come lo yuan ha perso tantissimo nei confronti del dollaro americano nel 2016, con un decifit del 7% e la diminuzione delle riserve valutarie cinesi che adesso non vogliono essere intaccate dopo la fuga di capitali all’estero, proprio per non far perdere ulteriore valore alla moneta locale e finanziare la produzione industriale.

In questo modo tutte le politiche come appunto in India volte al controllo ed alla tracciabilità dei capitali oltre al riciclaggio ed alla paura dei finanziamenti al terrorismo non faranno altro che alimentare ancora di più il mercato del Bitcoin.

Per concludere vi mostriamo il grafico dello spread tra lo yuan cinese e il bitcoin. Se non vogliamo tradare lo yuan, per via degli spread elevati, ci fornirà però un supporto di conferma alle nostre eventuali posizioni di investimento sul Bitcoin che promette di confermarsi come protagonista anche nel 2017.

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Giampiero Micheli

Giampiero Micheli

Giampiero Micheli trader indipendente ed analista mercati finanziari, in particolare forex e materie prime AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come consigli di investimento personalizzati ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

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