Il rischio bolla nelle criptovalute

By 4 Dic, 2017 bitcoin

Il fenomeno delle criptovalute ha alimentato le speculazioni degli analisti, che sono alle prese con movimenti di mercato senza precedenti, ma anche le speculazioni dei catastrofisti, che vedono proprio nelle criptovalute una bolla finanziaria destinata a esplodere – e con effetti devastanti. In realtà, i timori non sono del tutto infondati, dal momento che la camminata trionfale delle criptovalute (a partire dal Bitcoin) potrebbe sembrare troppo bella per essere vera, o per durare.

Ad esempio il bitcoin è salito in meno di 6 mesi da circa 600 dollari a quasi 5000 per poi crollare nelle ultime settimane a circa 3500.

D’altronde è già accaduto nella storia della finanza che a un boom clamoroso sia seguito un altrettanto clamoroso tonfo. La crisi del 1929 è iniziata proprio così.

Il presente delle criptovalute

criptovalute
Dunque, cosa si può dire delle criptovalute? Il rischio bolla è alto? E’ destinato tutto a finire in un bagno di sangue? Partiamo dall’unico dato certo: il trend ascendente che, certo con episodi di volatilità e in misure diverse, ha coinvolto quasi tutte le valute digitali. Ad oggi il mercato delle criptovalute vale più di 100 miliardi di dollari, cifra che tra l’altro aumenta di giorno in giorno. La ragione di questo aumento è facilmente spiegabile: sempre più persone, entusiasmate dalle performance di Bitcoin, Ethereum e compagnia bella, entrano nel mercato. Il trend ascendente, dunque, si autoalimenta ma, come accade sempre in questi casi, si raggiunge un punto di svolta.

Il futuro delle criptovalute

Il punto di svolta, a dire il vero, è praticamente alle porte. Nella fattispecie è rappresentato da un aumento vertiginoso delle pressioni esterne, le quali spingono le criptovalute verso una trasformazione. In che cosa devono trasformarsi le criptovalute? Sembra paradossale ma… In valute normali. Ovviamente nessuno chiede loro di abbandonare l’approccio decentralizzato e formalmente acefalo, ma semplicemente di diventare un mezzo di pagamento di massa. Ad oggi, infatti, sono visti come uno strumento di speculazione (e in effetti è ancora questa la loro natura).

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Se le criptovalute riusciranno a evolversi in questo senso, allora è presumibile che la bolla non scoppierà. L’evoluzione però è possibile solo se si risolveranno alcuni nodi cruciali.

  • Stabilità e autorevolezza. Una delle caratteristiche di un bene di scambio è la stabilità. Ciò vale anche e soprattutto per le monete. Le criptovalute devono perdere un po’ della loro volatilità se vogliono fare il salto di qualità.
  • Velocità delle transazioni. Il Bitcoin è lento, su questi pochi hanno dubbi. Ma se per completare una transazione occorre aspettare tempi biblici, è difficile che la criptovaluta si imponga come strumento di pagamento. Da questa necessità è nata una versione più snella, il Bitcoin Cash. Parallelamente, le criptovalute che sono nate di recente puntano tutto sulla velocità.
  • Endorsement da parte delle istituzioni. E’ anche un problema di percezione, ovviamente. Per questo motivo, l’accettazione da parte delle istituzioni, in primis le banche centrali, potrebbe spingere le masse ad accettare le criptovalute come una normale moneta di scambio.

Primi passi verso la bolla: anziani che vogliono fare soldi e incoscienti che si indebitano per comprare bitcoin

Lorenzo Sentino

Lorenzo Sentino

Lorenzo Sentino è trader online, coach di strategie di trading e di piattaforme per il forex, cfd e criptovalute. AVVISO: I trading alert, segnali forex e ogni altra indicazione presente in queste pagine non devono essere considerati come raccomandazioni di investimento personalizzate ma frutto di libera espressione, studio e analisi degli autori. Non ci si assume responsabilità sulle conseguenze dell'utilizzo delle informazioni presenti.

2 Comments

  • alberto ha detto:

    Giusta valutazione sulla possibile bolla speculativa, se si considera che per il momento JP Morgan e company giocano demonizzando le criptovalute per comprare a prezzi più bassi così come la Cina primo paese per numero di BTC detenuti e scambiati al mondo.
    Volevo aggiungere che per il momento questo discorso sembra molto valido in Europa e sopratutto in paesi finanziaramente ed informaticamente del terzo mondo, come l’Italia.
    Se invece diamo uno sguardo in Asia dove già le banche e fondi di investimento creano le pensioni in criptovalute e in USA dove esistono già i sistemi di pagamento NFC e ATM per pagare e prelevare le criptovalute, ritengo che oramai il vaso di pandora è stato aperto e sempre più viene confermata la teoria finanziaria antica di migliaia di anni, dove ogni valuta che è legata a nulla ed il cui unico valore viene decretato da qualcuno, è destinata a morire, sto parlando delle valute FIAT, altro discorso per le criptovalute, le quali sono un bene difficile da ESTRARRE (minare), ha un costo fisico ed energetico elevato e che quindi sono come un asset commodity, vero e proprio bene a cui rivolgersi in tempi dove si intuisce la fine dello status quo delle precedenti valute.
    Sicuramente le banche si stanno adoperando per incorporare la Blockchain multi cryptocurrencies nei propri sistemi di sicurezza ma se tali metodi di pagamento avranno dei costi elevati, come per il bonifico istantaneo che stanno promuovendo, questo sarà un altro tassello a vantaggio dei metodi decentralizzati.

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